Sinn Féin dalla lotta armata alla politica (partea a-II-a)

Articol publicat de Agenţia de Presă Italia (Agenzia Stampa Italia)

Prima di Gerry Adams e del “nuovo” SF l’analisi del conflitto si focalizzava sull’idea che la Gran Bretagna fosse l’invasore e che l’imperialismo britannico fosse la causa di tutti i problemi. Soltanto un movimento rivoluzionario di massa, attraverso la lotta armata, poteva cacciare via l’intruso britannico e portare alla creazione della repubblica delle 32 contee.

Durante gli anni ’80 la natura del conflitto cominciava a cambiare nelle menti dei repubblicani nord-irlandesi: se prima l’unionismo era visto in termini di colonialismo britannico e di cancellazione dell’identità irlandese dell’Irlanda del Nord, si è arrivati a riconoscere: la doppia identità nazionale dell’Ulster, l’apparente accettazione del ruolo neutrale della Gran Bretagna come mediatore del conflitto ed il disinteresse economico britannico in quella regione .

L’Accordo del Venerdi Santo (Good Friday Agreement) o l’Accordo di Belfast è stato per molti osservatori una prova che il SF di Gerry Adams desiderava porre fine alla violenza ed alla guerra civile. Attraverso questo Accordo firmato il 10 aprile 1998 veniva riconosciuta la possibilià all’ Ulster di rimanere parte del Regno Unito se la maggioranza della popolazione nord-irlandese deciderà in questo senso; in altre parole, la decisione se l’Ulster fosse rimasto o si fosse distaccato dal Regno Unito per poi integrarsi nella Repubblica d’Irlanda, sarebbe dipesa soltanto dalla volontà della maggioranza nord-irlandese. L’Accordo prevedeva anche la demilitarizzazione del conflitto (decommissioning), cioè la consegna delle armi da parte di tutte le organizzazioni paramilitari.

Una delle conseguenze dell’Accordo è stata quella di rafforzare il peso elettorale di SF a discapito del maggior partito dei cattolici nord-irlandesi che era in quel periodo il SDLP di John Hume.

Alcuni importanti uomini politici britannici consideravano sinceri gli intenti di Gerry Adams e che il desiderio di pace di SF era autentico. Secondo gli stessi politici britannici, i dirigenti del SF davvero stavano provavando di convincere PIRA a rinunciare alla lotta armata (The Economist, 19 Febbraio 2000; The Observer, 30 Gennaio 2000). Per altri invece, attraverso l’Accordo, il SF voleva accreditarsi come forza di governo, attendere il sorpasso demografico dei cattolici sui protestanti per poi riunificare l’isola.

L’Accordo del Venerdi Santo, anche se non era stato accettato da tutte le parti del movimento repubblicano (come RIRA, CIRA o il Movimento per la Sovranità delle 32 Contee) è stato appoggiato dalla stragrande maggioranza dei cattolici nord-irlandesi (96% secondo Sunday Times). Il SF aveva presentato l’Accordo agli attivisti repubblicani come una fase diversa della lotta per l’autodeterminazione, la politica come continuazione della guerra con altri mezzi. In questo senso SF si è adatto alle richieste della comunità cattolica stufa della guerra civile, ma nello stesso tempo volenterosa di porre fine con metodi pacifici alle discriminazioni di cui era oggetto.

Prima degli anni ’80 SF era considerato soltanto un gruppo di sostegno dell’IRA (PIRA) e della sua campagna militare contro il Regno Unito. La strategia della “lunga guerra” (“long war”) ha assegnato al SF un’importanza maggiore nella politica nel Nord Irlnda, però, comunque sotto l’influenza dell’IRA (PIRA). Con le nuove generazioni di attivisti non provenienti dalla tradizione militarista repubblicana, il SF ha gradualmente sviluppato una maggiore indipendeza rispetto all’organizzazione paramilitare dell’IRA (PIRA). Anche se alcuni aspetti dell’organizazzione interna del partito riflettono la natura militare delle origini, l’arrivo di nuovi attivisti ed i nuovi dirigenti provenienti dai ranghi medi ha significato che il SF di Gerry Adams è un partito nuovo. E come tale, SF sta creando una strategia di partito basata sulla politica elettorale e sui successi politici, mentre dei veri notabili del partito stanno dirigendo l’attività, basandosi comunque sulla lealtà alla leadership, lealtà proveniente però dalla tradizione militarista del movimento repubblicano.

Vezi prima parte AICI

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