Perché i romeni guardano con diffidenza la „Terza Roma” di Putin

putinromaniaArticol publicat de Agenzia Stampa Italia (24 mai 2015)

Partiamo dal basso, dal popolo: il cittadino romeno non ha un buon riccordo dei rapporti storici con la Russia, quindi la guarda con diffidenza. Nessun partido o uomo politico filo-russo non sarebe gradito dal cittadino romeno. La cittadinanza sente ancora il peso della storia. „Historia magistra vita [est]” diceva Cicero, e questo insegnamento, i romeni se lo riccordano bene. Non ci scordiamo che nel 1812, con la Pace di Bucharest, terminò la guerra russo-turca; la parte orientale del Principato di Moldovia l’odierna Repubblica di Moldavia, più la parte meridionale chiamata Budjak (territorio che, insieme alla Bucovina del Nord, occupata nel 1940 dall’Unione Sovietica, oggi fanno parte dell’Ucraina), sono state annesse dall’Impero Russo. Importante per il pubblico italiano è di sapere che l’annessione avviene non in base al diritto internazionale vigente all’epoca e neanche in base al diritto internazionale odierno. In più, si trattava, di una violazione del principio di autodeterminazione dei popoli!

Mi spiego meglio: il Principato di Moldavia si trovava in un rapporto di „suzerainité” con l’Impero Ottomano, che si fondava su un atto di diritto pubblico internazionalmente rilevante. Continuă lectura „Perché i romeni guardano con diffidenza la „Terza Roma” di Putin”

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Sinn Féin dalla lotta armata alla politica (partea a-II-a)

Articol publicat de Agenţia de Presă Italia (Agenzia Stampa Italia)

Prima di Gerry Adams e del “nuovo” SF l’analisi del conflitto si focalizzava sull’idea che la Gran Bretagna fosse l’invasore e che l’imperialismo britannico fosse la causa di tutti i problemi. Soltanto un movimento rivoluzionario di massa, attraverso la lotta armata, poteva cacciare via l’intruso britannico e portare alla creazione della repubblica delle 32 contee.

Durante gli anni ’80 la natura del conflitto cominciava a cambiare nelle menti dei repubblicani nord-irlandesi: se prima l’unionismo era visto in termini di colonialismo britannico e di cancellazione dell’identità irlandese dell’Irlanda del Nord, si è arrivati a riconoscere: la doppia identità nazionale dell’Ulster, l’apparente accettazione del ruolo neutrale della Gran Bretagna come mediatore del conflitto ed il disinteresse economico britannico in quella regione .

L’Accordo del Venerdi Santo (Good Friday Agreement) o l’Accordo di Belfast è stato per molti osservatori una prova che il SF di Gerry Adams desiderava porre fine alla violenza ed alla guerra civile. Attraverso questo Accordo firmato il 10 aprile 1998 veniva riconosciuta la possibilià all’ Ulster di rimanere parte del Regno Unito se la maggioranza della popolazione nord-irlandese deciderà in questo senso; in altre parole, la decisione se l’Ulster fosse rimasto o si fosse distaccato dal Regno Unito per poi integrarsi nella Repubblica d’Irlanda, sarebbe dipesa soltanto dalla volontà della maggioranza nord-irlandese. L’Accordo prevedeva anche la demilitarizzazione del conflitto (decommissioning), cioè la consegna delle armi da parte di tutte le organizzazioni paramilitari. Continuă lectura „Sinn Féin dalla lotta armata alla politica (partea a-II-a)”

Sinn Féin dalla lotta armata alla politica (prima parte)

Articol publicat de Agenţia de Presă Italia (Agenzia Stampa Italia)

Per capire il ruolo del Sinn Féin nella storia dell’Irlanda del Nord (Ulster) dobbiamo prima presentare in breve la situazione dell’Irlanda del Nord. Nell’Ulster non esiste una nazione o un popolo nord-irlandese perché di fatto in quella regione convivono due realtà diverse: quella di matrice protestante (unionista) e quella cattolica (nazionalista). La maggioranza protestante tende a ritenersi di cittadinanza britannica ed è favorevole al mantenimento della regione all’iterno del Regno Unito, mentre, al contrario, un’ampia minoranza si definisce irlandese, volendo l’integrazione delle sei contee nord-irlandese nella repubblica d’Irlanda (Eire). La paura dei protestanti è che in una ipotetica Irlanda unita diventeranno una minoranza discriminata dalla maggioranza cattolica, mentre la paura dei cattolici dell’Ulster è che nella situazione attuale rimarranno soltanto una minoranza discriminata dalla maggioranza protestante. La peculiarità del conflitto nella regione sta soprattutto nel fatto che nell’Irlanda del Nord ci sono due comunità distinte, due religioni distinte, due culture e anche due lingue. In altre parole, due comunità etniche che oltre a conduire vite separate desiderano appartenere a due stati nazionali diversi.

Secondo i nazionalisti cattolici nord-irlandesi esiste una naziona irlandese, e l’isola irlandese è la sua terra. La volontà della nazione irlandese non potrà essere liberamente espressa fino a quando sussisterà l’attuale divisione dell’isola. La colpa dell’attuale divisione sarebbe esclusivamente della Gran Bretagna. Secondo gli stessi la soluzione del conflitto è un’Irlanda unita e sovrana, proprio a causa del fallimento della divisione dell’isola, quale soluzione pensata per risolvere il problema nord-irlandese. Portavoce di questa visione era fino a pochi anni fa il partito Sinn Féin. Continuă lectura „Sinn Féin dalla lotta armata alla politica (prima parte)”

Il liberalsocialismo in Italia

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Il liberalsocialismo è probabilmente il più promettente dei numerosi movimenti di “terza via” sorti nel mondo occidentale tra Ottocento e Novecento. Nasce dall’esigenza di evitare che liberalismo e socialismo, se spinti sino alle loro estreme conseguenze, producano più danni che vantaggi: un capitalismo spietato e rapace, un socialismo oppressivo e livellatore. Per salvare il meglio dell’uno e dell’altro occorre definire un modello che rispetti e promuova tutte le libertà, da quelle politiche a quelle economiche e civili, ma si dimostri sensibile ai problemi della povertà, dell’educazione, dello sviluppo sociale. Le difficoltà sorgono naturalmente quando occorre tracciare la frontiera tra le due esigenze, e sono tanto maggiori, paradossalmente, quanto maggiori sono le doti individuali e il brio intellettuale dei singoli liberalsocialisti. Continuă lectura „Il liberalsocialismo in Italia”

ll vero volto del Fondo Monetario internazionale

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Le strategie del Fondo Monetario Internazionale (FMI) hanno portato a politiche fallimentari riscontrabili in molti paesi mentre gli stati che hanno ottenuto un’elevata crescita economica sono proprio quelli che hanno rifiutato gli accordi con il FMI.

Ovunque le ricette economiche del  FMI  potrebbero aver contribuito alla stabilità del bilancio statale, ma sicuramente  non hanno favorito una vera ripresa economica. Almeno , questo è quanto asseriscono la maggior parte degli esperti. 

Ora cerchiamo di capire il perché. Continuă lectura „ll vero volto del Fondo Monetario internazionale”

Armeni, un genocidio dimenticato

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Quest’anno ricorrono 96 anni dal genocidio armeno del 1915. E ‘un momento tragico nella storia di una nazione, è un punto di svolta nel destino di un popolo.
Ci sono stati eventi drammatici nella storia del mondo e nella storia degli armeni in particolare, ma un tale evento lascia segni tangibili anche nella coscienza di tutta l’umanità e lo fa per un lungo termine.

Ci sono già, oltre a numerose collezioni di documenti d’archivio pubblicati negli ultimi cento anni, numerosi studi e ricerche approfondite per decodificare gli eventi. Continuă lectura „Armeni, un genocidio dimenticato”

Romania, perché ancora oggi si rimpiange Ceausescu?

*articol publicat de Agenzia Stampa Italia (Agentia de Presa Italia)

Oggi è una realtà il fatto che un numero sempre piu alto di romeni stiano rimpiangendo l’ ex-dittatore comunista Nicolae Ceasescu. Si, avete capito bene, l’ ex-dittatore che è stato fucilato nel dicembre del 1989 dai sui compagni di partito, diventati, nella notte, poi democratici.

La cosa che potrebbe sembrare strana è che l’ ex-dittatore comunista Nicolae Ceasescu viene attualmente ricordato per quello che ha fatto di positivo per il popolo romeno e non per i suoi atti criminali. CITESTE MAI DEPRATE…